CONSAPEVOLEZZA
COSCIENZA
CONSCIO
CREAZIONE

SISTEMA DI SVILUPPO DECENTRALIZZATO

GENERARE VALORE ATTRAVERSO UN APPROCCIO OLISTICO E QUANTISTICO

DELLE RETI DI RELAZIONE E DI CONOSCENZE

IL GRANDE MISTERO DELLA VITA E DELL'UNIVERSO

L'emergenza di approdare tutti ad una nuova consapevolezza!

 

Chi non si pone l'eterna domanda di fronte al mistero dell'universo, chi non cerca risposte sull'esistenza della luce e della vita, e meglio, del suo esatto contrario, il buio e la morte.  

La risposta a questi grandi misteri è dentro ognuno di noi, ma all'eventualità di avere tale consapevolezza, molti reagiscono con un senso di rifiuto, di fastidio, non vogliono mettere in discussione le proprie credenze. Altri invece utilizzano questi “misteri” per implementare progetti esoterici, dottrine spirituali di carattere almeno in parte segreti o riservati, poi ci sono gli scienziati, gli elevati, uomini e donne ai quali la natura ha dato una grande dote, che può trovare soddisfazione, solo dimostrando nella realtà ciò che hanno sempre saputo.

Ma la domanda che ci dobbiamo porre prima di affrontare questo viaggio è quella di comprendere il motivo per cui noi, dovremmo avere questo tipo di consapevolezza, perché dovremmo scoprire i segreti della vita e dell'universo. La verità è che siamo diventati un pericolo per la nostra stessa vita e per l’ambiente che ci circonda e l’unica via per fermare questo processo autodistruttivo, è quello di approdare tutti ad una nuova consapevolezza, alla consapevolezza del nostro essere e dell'immenso potere che abbiamo. 

Quello che segue, è il nostro contributo.

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Il grande mistero in poche righe!  

   

L’universo è composto di energia e di materia visibile che si espande verso l’infinitamente grande (entropia). L’infinito sarà sempre infinito fino a quando è possibile osservarlo, subito dopo, l’energia e la materia visibile si trasforma in anti-energia e anti-materia invisibili, qui tutto si ricompatta o si concentra verso l’infinitamente piccolo (sintropia) e diventa nuovamente energia e materia visibile nel momento in cui, noi, ne diventiamo consapevoli, nell'atto cosciente, nel momento in cui la osserviamo.

E’ così da sempre e per sempre, il miracolo della vita e della creazione che si ripente in un moto perpetuo, un’altalena che oscilla alla stessa frequenza del battito cardiaco con ad un’estremità l’entropia, dall'altra la sintropia, ed in mezzo la vita, tra il visibile e l’invisibile, tra passato e futuro. Non esiste una fine e non c’è mai stato un inizio, ma tutto avrà sempre un nuovo inizio.

La soluzione è dentro ognuno di voi 

 

Ipotizzando che l’universo abbia un suo destino, questo è legato alla quantità di materia in esso presente. Nell'ipotesi di avere una quantità di materia tale da arrestare l’espansione o viceversa, se la quantità di materia non sarà tale da frenarla, in ogni caso, tutto finirà con lo stato di morte termica dell’universo, ma è proprio in questo preciso istante, che si determina un collasso gravitazionale da cui può avere origine un nuovo universo, quello interiore, quello invisibile, quello sintropico.

Il processo con il quale si materializza il visibile avviene attraverso l’osservazione consapevole, diventa visibile al momento in cui lo osserviamo, e quello che osserveremo, porterà con se la matrice della sommatoria olistica delle nostre coscienze, delle nostre conoscenze, della storia delle nostre origini, della sincronicità di come l’energia e la materia invisibile si è concentrata prima di diventare materia o energia visibile.

Nell'invisibile abbiamo il pensiero, le emozioni e le nostre anime future e passate, sono forme di energia e sono parte dell’invisibile, esse mantengono le informazioni delle proprie origini e la matrice della nostra coscienza, tutto si concentra, un’azione costante e immutabile, che contribuisce con un principio di retro-casualità a progettare il nostro futuro.

Il visibile e l’invisibile si contrappongono in una condizione di eternità in un “Tutto”, ed il visibile non nasce quando viene osservato, ma quando il pensatore si fonde con il pensiero stesso, è proprio il pensiero ad essere la forma di energia più forte nell'universo.

Il nostro destino, il nostro futuro, non è demandato ad un “terzo” o alla casualità, anche se molti non ne sono consapevoli, siamo proprio noi tutti, collettivamente considerati, i progettisti di ciò che si materializzerà in futuro.

Noi non siamo esseri inutili nei confronti dell’universo, siamo noi ad aver creato l’universo, tutto ciò che è visibile, è stato generato da noi, dalla nostra osservazione consapevole, che si espande seguendo un principio di sincronicità.

Il nostro sentire di essere vivi richiede un senso alla vita e quello che noi siamo, è l’insieme dell’universo visibile, dell'universo invisibile e della scintilla che attiva i pistoni dell’altalena del “tutto”.

Tutto ciò che compone il visibile si trasforma in qualcosa di invisibile che mantiene la memoria delle informazioni del suo stato precedente, in altre parole, il corpo vive del mondo visibile, la nostra anima nel mondo invisibile, questa, dopo essersi concentrata con le tante altre anime presenti nell'invisibile, diventa materia con scintilla che da la vita. L’evoluzione dell'uomo, quindi, si determina con un principio di retro-causalità, nell'invisibile. 

La fisica quantistica quale antitesi della nostra teoria  

 

La legge della conservazione della massa, una legge fisica della meccanica classica, ci spiega che il moto perpetuo della vita che non avrà mai fine, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Se proviamo ad esaminare per un attimo quel senso di vuoto per l’infinitamente grande, ci accorgeremo che non è dovuto al timore che ci sia una fine ma all'assunzione che se c’è una fine, dietro tale fine ci deve essere per forza un inizio, uno spazio vuoto da riempire. Se non possiamo immaginare una fine è perché la fine non esiste.

Esaminando alcuni assunti di matematici e fisici questi sembrano fornire prove incontrovertibili dell’affermazione della nostra teoria. L’equazione di Klein e Gordon del 1926 che combinava la relatività speciale di Einstein con la meccanica quantistica ha due soluzioni, una retrocausale (onde anticipate) e una causale (onde ritardate),  la soluzione causale è governata dalla legge dell’entropia che corrisponde al mondo fisico-materiale, mentre la soluzione retrocausale è governata da una legge della sintropia, il mondo biologico e della fisica quantistica.

Se proviamo ad immaginare che la fine dell’universo non è altro che l’inizio di un nuovo processo sintropico, abbiamo sostanzialmente affermato che la difficoltà nel comprendere le dinamiche di un tale collasso gravitazionale è semplicemente perché possiamo OSSERVARE il visibile entropico ma non l’invisibile sintropico.

Ancora più affascinante è l’entanglement quantistico, questo esperimento ci rileva che se due particelle sono intrinsecamente connesse tra loro, perché semplicemente venute in contatto, se queste vengono messe alle due estremità dell’universo, rimangono magicamente interconnesse, infatti, ogni alterazione di stato di una particella corrisponde un cambiamento di verso opposto dell’altra particella.

Noi umani, pur non avendo capito come queste due particelle rimangono interconnesse all'infinito, stiamo applicando tale tecnologia alle comunicazioni, in quanto, questo fenomeno renderebbe lo scambio di informazioni sempre più veloci/istantanee ed in sicurezza. In pratica, siamo in grado di trasmettere dati, senza che questi dati vengano trasmessi.

Questo spiegherebbe come tutto sia interconnesso all'infinito, e che il tempo e la velocità, sono solo due grandezze matematiche, infatti, è la velocità ad avere un limite invalicabile, ed il tempo, nell'universo descritto dalla teoria della relatività, non può esistere.

La sensazione di sentire che è successo qualcosa senza esserne stato informato, e scoprire che poi, verificando, se ne ha la prova, avrebbe una spiegazione logica e fisica. Parafrasando con l’esempio dei due gemelli, che provano le “emozioni” dell’altro a migliaia di kilometri di distanza, è perché probabilmente, la loro vita nasce dalla stessa luce e quindi, le loro particelle sono interconnesse all'infinito.

Ma la chiave per comprendere il dilemma di questo grande paradigma, ci viene fornito dal famoso esperimento della doppia fenditura che ci permette di dimostrare il dualismo onda-particella della materia, o meglio di verificare come l’osservatore può influenzare la realtà. Il fatto che la luce sia un’onda di energia se non la osserviamo, o una particella di materia fisica se invece la osserviamo, è un dato di fatto al quale molti stentano ancora  a credere. Tali esperimenti dimostrano come la funzione d’onda collassa in una particella solo quando si opera un atto cosciente di osservazione, di misurazione del sistema sotto osservazione. Possiamo quindi affermare, che è l’osservazione consapevole a creare la materia e non viceversa. Se l’osservatore crea la realtà, non finiremo mai di continuare ad osservare all’infinitamente piccolo o all’infinitamente grande, sappiamo già che se lo osserviamo diventa visibile, e quindi, non troveremo mai la fine. 

(4C)  Consapevolezza, Coscienza, Conscio, Creazione

 

Il punto centrale di questo contributo, è l'assunzione del fatto che l’attuale modello di sviluppo sta generando una enorme frustrazione e non appena raggiungerà il suo punto massimo, diventerà estremamente auto-distruttivo. Le conseguenze saranno direttamente proporzionali alla nostra conoscenza. Ma siamo anche consapevoli che tutto ciò che diventa realtà è una conseguenza della sincronicità di quello che noi siamo stati e di quello che noi desidereremo inconsciamente di essere, siamo quindi consapevoli che esiste una soluzione e questa, è dentro ognuno di noi.

Per invertire il paradigma e tornare ad operare in armonia con la natura e la vita, ognuno di noi deve seguire un percorso che funziona come un ascensore capace di elevare la nostra essenza alla vita e all’amore, passando da quattro stadi (4C), quali:

  • Consapevolezza: Per riequilibrare il rapporto biologico tra competizione e cooperazione al fine di tornare ad operare in armonia con la natura, dobbiamo acquisire la consapevolezza del valore della vita, conoscere l’“io”, qual è la mia radice e qual è il mio destino, così da acquisire una nuova identità compiuta e di interlocutore affidabile. 

  • Coscienza: Dobbiamo forgiare la coscienza per riattivare il processo evolutivo dell’uomo, eliminare con ogni mezzo la frustrazione trasformandola in qualcosa di creativo, ed utilizzare la conoscenza per creare valore e non per distruggere la vita e l’ambiente.

  • Conscio: Dobbiamo conoscere il mondo dell’inconscio ed utilizzarlo per incrementare le nostre potenzialità, a mano a mano che impareremo questo segreto, scopriremo come è possibile avere, essere o fare tutto ciò che vogliamo.

  • Creazione:  Dobbiamo creare una nuova generazione di “consapevoli” la cui  principale vocazione è quella di sostenere le politiche ambientali, economiche e sociali per costruire  una nuova società globale, pacifica e cooperante.

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