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Il grande mistero della vita e dell'universo

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Gianni Diotallevi

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Innovatore

Se non possiamo immaginare una fine è perché la fine non esiste, se la fine non esiste, non avremmo più paura della morte ma solo quella di non vivere

Chi non si pone l'eterna domanda di fronte al mistero dell'universo? Chi non cerca risposte sull'esistenza della luce e della vita? Se non comprendiamo le leggi della natura ed il grande mistero della vita, la nostra esistenza non avrà senso e tutte le nostre infinite capacità utilizzate solo per soddisfare il proprio ego
La risposta a questi grandi misteri è dentro ognuno di noi ma per comprenderla, dobbiamo liberarci da ogni stereotipo ed entrare liberi e leggeri come un bambino, nella stanza invisibile del pensiero.
Ma la domanda che ci dobbiamo porre prima di affrontare questo viaggio è quella di comprendere il motivo per cui noi, dovremmo avere questo tipo di consapevolezza, perché dovremmo scoprire i segreti della vita e dell'universo. La verità è che siamo diventati un pericolo per la nostra stessa vita e per l’ambiente che ci circonda e l’unica via per fermare questo processo autodistruttivo, è quello di approdare tutti ad una nuova consapevolezza, alla consapevolezza del nostro essere e dell'immenso potere che abbiamo per formare una nuova coscienza collettiva che guiderà tutte le nostre forze ad operare in armonia con la natura, come tante particelle di amore in un singolo oceano di esistenza.
L’universo si espande verso l’infinitamente grande (entropia), qui tutto si ricompatta o si concentra verso l’infinitamente piccolo (sintropia), è così da sempre, il miracolo della vita e della creazione che si ripente in un moto perpetuo, un’altalena che oscilla alla stessa frequenza del battito cardiaco del cuore, ad un’estremità l’entropia dall'altra la sintropia, ed in mezzo la vita, tra il visibile e l’invisibile, tra passato e futuro. Non esiste una fine e non c’è mai stato un inizio, ma tutto avrà sempre un nuovo inizio.
Le leggi che regolano questi due mondi sono molto complesse, noi ne conosciamo solo una piccolissima parte, ma tali conoscenze sono già sufficientemente avanzate per fare un viaggio così entusiasmante che ci porterà ad acquisire una nuova consapevolezza, quella di essere parte di un gioco meraviglioso.
La legge della conservazione della massa, una legge fisica della meccanica classica, ci spiega che il moto perpetuo della vita che non avrà mai fine, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Se proviamo ad esaminare per un attimo quel senso di vuoto per l’infinitamente grande, ci accorgeremo che non è dovuto al timore che ci sia una fine ma all'assunzione che se c’è una fine, dietro tale fine ci deve essere un inizio, uno spazio vuoto da riempire. Se non possiamo immaginare una fine è perché la fine non esiste.
Esaminando alcuni assunti di matematici e fisici questi sembrano fornire prove incontrovertibili dell’affermazione della nostra teoria. L’equazione di Klein e Gordon del 1926 che combinava la relatività speciale di Einstein con la meccanica quantistica ha due soluzioni, una retro causale (onde anticipate) e una causale (onde ritardate), la soluzione causale è governata dalla legge dell’entropia che corrisponde al mondo fisico-materiale, mentre la soluzione retro causale è governata da una legge della sintropia, il mondo biologico e della fisica quantistica.
Ancora più affascinante è l’entanglement quantistico, questo esperimento ci rileva che se due particelle sono intrinsecamente connesse tra loro, perché semplicemente venute in contatto, se queste vengono messe alle due estremità dell’universo, rimangono magicamente interconnesse, infatti, ogni alterazione di stato di una particella corrisponde un cambiamento di verso opposto dell’altra particella. Pur non avendo capito come queste due particelle rimangono interconnesse all'infinito, stiamo applicando tale tecnologia alle comunicazioni, in quanto, questo fenomeno renderebbe lo scambio di informazioni sempre più veloci/istantanee ed in sicurezza. In pratica, siamo in grado di trasmettere dati, senza che questi dati vengano trasmessi.
Questo spiegherebbe come tutto sia interconnesso all'infinito, e che il tempo e la velocità, sono solo due grandezze matematiche, infatti, è la velocità ad avere un limite invalicabile, ed il tempo, nell'universo descritto dalla teoria della relatività, non può esistere. Parafrasando con l’esempio dei due gemelli, che provano le “emozioni” dell’altro a migliaia di chilometri di distanza, è perché probabilmente, la loro vita nasce dalla stessa luce e quindi, le loro particelle sono interconnesse all'infinito.
Per comprendere il dilemma di questo grande paradigma, il famoso esperimento della doppia fenditura non lascia adito a nessun difficoltà interpretativa, esso ci permette di dimostrare il dualismo onda-particella della materia, o meglio di verificare come l’osservatore può influenzare la realtà. Il fatto che la luce sia un’onda di energia se non la osserviamo, o una particella di materia fisica se invece la osserviamo, è un dato di fatto al quale molti stentano ancora a credere. Tali esperimenti dimostrano come la funzione d’onda collassa in una particella solo quando si opera un atto cosciente di osservazione, di misurazione del sistema sotto osservazione. Possiamo quindi affermare, che è l’osservazione consapevole a creare la materia e non viceversa.
La fisica quantistica è una materia molto affasciante, ogni scoperta confutata con metodo scientifico è un piccolo pezzettino di un grande puzzle, ed una volta completato, potremmo comprendere il grande mistero della vita e dell’universo, perché siamo certi, che una volta compreso, l’uomo smetterà di sostituirsi a Dio ed inizierà a venerare e rispettare la natura e la vita

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