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La morale è che l'uomo deve essere educato e non sostituito

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Maurizio Borri

Fondazione Homo Novus

Psicologo quantistico

16 marzo 2021, 11:18:24

Infosfera e Infodemia

Relazione, Infosfera e Infodemia 13/03/2021


Siamo all'interno di un gioco senza essere in grado di capirlo, oggi la società ha solamente il ruolo di obiettivo tattico costantemente manipolato dall'informazione delle grandi lobbies, forme di associazionismo di natura politica, religiosa ed economica.
All'interno di questo gioco ognuno di noi è un giocatore vincolato dal processo dell'informazione – dominante e sempre imposta – come forma di valore sociale, quindi non abbiamo necessità di capire il gioco. Soprattutto non lo posiamo comprendere in quanto ogni individuo è solo oggetto di consumo e mai soggetto di se stesso.
Siamo tutti calamitati dall'informazione di questo processo sociale che – anche se sembra non essere il nostro – di fatto è imperativo su ognuno di noi.
La calamita adesso è gestita dall'informazione pandemica che ha messo in crisi tutti i riferimenti di certezza scientifica, religiosa, politica, culturale ed economica. Questa situazione a reso possibile un effetto psicologico di massa basato sulla paura, sul dubbio e sul senso di colpa.
La paura riduce la mia capacità di azione, il dubbio – cosa fare, cosa non fare – mi stressa emotivamente ed il senso di colpa è uno zaino pesante, costantemente aggiornato per lo più dagli intimi che ci circondano.
Nulla è veramente credibile e soprattutto in questo momento storico è emersa tutta la fragilità emotiva dell'uomo.

" Chi è l'uomo ? " è la domanda che direttamente o indirettamente si è fatta e si fa tutta la filosofia ma – ad una attenta analisi – le basi del valore umano sono state già delineate dai presocratici.

"Come si può guarire psicologicamente l'uomo ?" è la domanda intrinseca ad ogni psicologia ed è intimamente correlata alla prima, in quanto per poter guarire occorre conoscere cosa ognuno di noi intende per salute, benessere e realizzazione.

Sembra una considerazione scontata e banale ma purtroppo non è così, perché già a metà del secolo scorso fu evidenziata una evidente crisi nell'umano a cui la psicologia dell'epoca non seppe dare risposta.
La funzione scientifica della psicologia fu già evidenziata nel 1935 dal filosofo Edmund Husserl che proponeva una psicologia che fosse scienza "obiettiva" della soggettività, cioè una scienza della psiche in quanto – malgrado lo sviluppo delle scienze moderne – si era delineata una crisi dell'umanità europea (Vedi E. Husserl, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale, NET, Milano, 2002).
Questa posizione fu poi ripresa nel 1956 a Parigi, in un incontro tra i massimi esponenti della psicologia dell'epoca tra cui C. Rogers, Rollo May, A. Sutich, A. Maslow ed altri, che conclusero che la psicologia (di allora) non poteva offrire alcuna soluzione per risolvere il problema umano.
Pur mantenendo l'impostazione neo-positivista – la psicologia del'epoca – continuava ad essere incapace sia di risolvere il sintomo patologico che il problema esistenziale.
Il processso di attualizzazione del potenziale dell'uomo veniva meno perché mancava la conoscenza della causalità psichica. Quindi era auspicabile una nuova visione della psicologia, cioè un nuovo metodo di fare psicologia capace di entrare dentro il mondo della vita.
Questa crisi è il risultato di un processo economico che inizia con la rivoluzione industriale e che nel '900 si consolida grazie alla dimensione della quantità che si sostituisce alla qualità, e dove l'individuo è considerato sostanzialmente un consumatore.
Aver sostituito l'economia ai valori fondanti l'uomo porta oggi ad aver perso la dimensione dell'umanesimo, cioè dei valori tipici dell'uomo: intelligenza, volontà, intuito, trascendenza, poesia, etica ed estetica come creatività.
Noi in Italia ancora salviamo qualcosa attraverso il "made in Italy" in quanto espressione della creatività tipica del nostro territorio.
Comunque ciò che appare evidente a tutti è che stiamo affrontando il presente con una mentalità del '900. Assolutamente obsoleta ed in ritardo su tutto.
Bisogna avere il coraggio di aggiornarci al momento storico attuale e l'unico criterio che abbiamo per comprendere questo processo è ritrovare la propria identità di persona.
Oggi la volontà da sola non basta più, occorre la conoscenza semplice dei rapporti dinamici legati all'informazione, perché ogni informazione è intenzionale, cioè un processo, una spinta, un vettore , una direzione, è un "contatto" specifico che produce effetto specifico.
Sapere l'informazione fa la differenza tra vivere e vivere coerenti all'identità dello scopo del proprio progetto individuale.
Per ogni uomo l'ostacolo fondamentale alla propria crescita riguarda l'ignoranza sul proprio senso-valore. Quando un individuo non conosce come investire il proprio potenziale, la percentuale di insoddisfazione sfocia in forma proiettiva e genera una forma di violenza sia interna che esterna.
Quella interna – l'abbiamo già detto prima – è il senso di paura, di colpa e di dubbio, fattori che alterano le capacità cognitive.
Invece la violenza esterna è il cosiddetto Super-Io, cioè tutte quelle restrizioni socio-culturali che abbiamo dovuto assimilare – anche quando non volevamo – per il fatto stesso di essere cresciuti all'interno di un gruppo sociale.
Quando diciamo o pensiamo "Io" (me stesso), siamo sempre l'effettuato altrui: famiglia, scuola, primo gruppo di riferimento psicologico etc.
Purtroppo ciascuno di noi si coscientizza dopo essere stato costruito dagli altri. Anche i criteri che usiamo per il nostro più segreto egoismo sono sempre copioni appresi dall'insegnamento altrui.
Nel passato la frase incisa sul Tempio di Apollo era "conosci te stesso".
Nel presente, la frase incisa nel nuovo Tempio è "Vuoi la tua vita? Il potere è legato alla conoscenza". La volontà diventa funzione operativa di vantaggio personale solo quando apprende le dinamiche legate all'informazione.
La salute e la realizzazione appartengono sempre a chiunque le ricerca e mai a chi le pretende gratuitamente. In questa ottica la funzione della psicologia – in quanto scienza interdisciplinare – implica il concetto di responsabilità è quindi antecedente a qualsiasi scuola di formazione, o di comunicazione, o di ricerca neurologica, o medica o scientifica o quanto altro, soprattutto per quelle figure professionali che operano nel sociale (scienziato, ricercatore, politico, economista, educatore etc).
L'umanità oggi è il risultato di qualsiasi senso di colpa dei vari rappresentanti della storia della cultura, è la dinamica inconscia di ogni uomo tradito nella propria forza interiore.
La crisi dell'umano – così come la sua realizzazione – è strettamente collegata alla logica dei processi della sua identità di natura.
Possiamo dire che l'uomo è logico? Soprattutto possiamo dire di condurre la nostra vita coerente con la propria identità, cioè usare al meglio il proprio talento? La risposta ci riporta alla domanda iniziale; "come si può guarire psicologicamente l'uomo?"
Questa domanda implica sempre la premessa consapevole di: 1) avere un problema da risolvere e 2) soprattutto di volerlo risolvere.
Esistono quattro fasi per apprendere la propria identità di persona:

1) Incompetenza inconscia ; è il livello in cui non conosciamo ancora quello che non sappiamo, cioè non abbiamo consapevolezza di essere incompetenti.
Ogni essere umano possiede ambizioni – consce o inconsce – ma non possiede la conoscenza, la chiave di accesso di come realizzare questo suo scopo o progetto.
La discrepanza tra energia investita e risultato ottenuto crea inevitabilmente un senso di frustrazione che sfocia in violenza e aggressività, sia verso se stessi che verso gli altri.
Come esempio pensiamo ad un bambino piccolo che vuole assolutamente andare in bicicletta senza aver mai imparato come si fa.

2) Incompetenza conscia ; attraverso l'esperienza diretta abbiamo la consapevolezza della propria capacita' di fare o gestire una qualsiasi attività, cioè l'esperienza ci dà la misura sia delle proprie capacità che dei propri limiti. In tal senso nessuno nasce "imparato".
Quando il bambino cade dalla bicicletta capisce il suo limite.

3) Competenza conscia ; è la fase più significativa perché permette la conoscenza tra la volonta', cioè la tensione verso tutti i desideri e le ambizioni, e il come realizzarli storicamente attraverso la propria identita', cioè quel talento che fa ognuno di noi unico ed irripetibile.
Il bambino che era caduto adesso si esercita con impegno e responsabilità ed acquisisce il suo modo specifico di trarre piacere attraverso lo strumento della bicicletta.

4) Competenza creativa ; la conoscenza della propria identità di natura, permette l'azione creativa. E' la ricerca costante verso tutto ciò che è utile e funzionale alla realizzazione del proprio progetto di natura, questa ricerca sviluppa l'etica dell'azione, perché l'azione etica produce piacere e realizzazione. In questa logica è bene tutto ciò che mi fa crescere ed è male tutto ciò che mi procura regressione.
L'identità è la logica di natura di come fare bene il proprio progetto, quindi diventa morale di comportamento, cioè qualità aggiunta.
In natura ogni specie vivente afferma se stessa attraverso la propria identità, mentre l'uomo – anche se dotato di libero arbitrio – è l'unica specie che dimostra contraddizione verso la propria identità di natura.

La morale è che l'uomo deve essere educato e non sostituito.
Occorre avere ben chiaro quale umanesimo civico evolvere nell'umano all'interno dei fatti storici attuali, in quanto ogni democrazia è diversa dalle altre e occorre accettare le differenze storiche che la globalizzazione comporta.
Se vogliamo aiutare i giovani è necessario poter fare una pedagogia per una società futura, cioè come estrarre "l'homo civis" dal potenziale umano per come la natura specifica l'individuo, di qualunque colore sia la sua pelle.
Questo processo implica la conoscenza di se stessi in quanto soggetto e oggetto di conoscenza. Anima e intelligenza sono valori interiori tipici di qualsiasi essere umano.
Esiste una psicologia che può essere d'aiuto a tanti operatori o leader sociali in quanto possiede il criterio, gli strumenti per rendere consapevoli se stessi. Questo è lo scopo Umanistico della Fondazione Homo Novus.