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Zero Waste

Aggiornato il: 31 dic 2018



VISION

Waste as a resource and zero landfill !

Unfortunately we can not deny the evidence, in a near future, the quality of life of billions of people, if not even the very survival of the planet, will depend on how much these urban agglomerations and productive ecosystems will adapt to the sustainable use of the resources of the our planet.

The industrial production of materials is today based on the massive use of non-renewable fossil resources. The exploitation of these resources impacts negatively on the environment, being a direct or indirect cause of production and release of greenhouse gases.

The very low biodegradability of conventional plastics chemically synthesized from petroleum, has led to the accumulation in both terrestrial and marine environmental sectors, with serious damage to the ecosystems concerned.

The significant increase in consumption, the high diversification of the goods in circulation and the continuous formulation of new synthetic chemicals, are the factors of our modern era that will affect the environment with irreparable damage.

To believe that it is a problem of our future generations and to remain indifferent to the awareness of this enormous problem is simply disturbing, as it is exactly corresponding to the level of morality of each individual.

Today, every product is inexorably destined to come to the end of life, and in the context of the growing pressure to which production and consumption subject global resources and the environment, it is urgent to redefine a new model of development, moving to a linear economy, which it relies exclusively on the exploitation of resources, on a circular economy, where everything is functional to the other. What was normally considered "waste" can be transformed into a resource.

In a similar sense, the term rejection does not express any judgment on the actual functionality of the good (or material) and its qualitative characteristics, which could still be suitable for use, but rather represents the will of the holder to discard it, will which usually manifests long before the good (or the material) has reached the end of life condition.

We can therefore assume that the waste has a value, and the value is given by the ability of someone else to request it to feed their production processes, for example to produce energy and / or fuels.

The use of by-products and / or organic residues as raw materials alternative to fossil resources, can significantly limit the demand of the latter and at the same time would allow the exploitation of the same waste, increasing the economic sustainability of the industrial activities from which they were produced. .

Therefore, the central elements that must guide public organizations are primarily the adoption of legislative drivers.


VISIONE

Rifiuti come risorsa e discarica zero !

Purtroppo non possiamo negare l’evidenza, in un futuro ormai vicino, la qualità della vita di miliardi di persone, se non addirittura la sopravvivenza stessa del pianeta, dipenderà da quanto tali agglomerati urbani ed ecosistemi produttivi di adatteranno all’uso sostenibile delle risorse del nostro pianeta.

La produzione industriale di materiali è ad oggi basata sul massiccio impiego di risorse fossili non rinnovabili. Lo sfruttamento di dette risorse impatta però negativamente sull’ambiente, essendo causa diretta o indiretta di produzione e rilascio di gas ad effetto serra.

La scarsissima biodegradabilità delle plastiche convenzionali sintetizzate per via chimica dal petrolio, ne ha comportato l’accumulo in comparti ambientali sia terrestri sia marini, con gravi danni agli ecosistemi interessati.

Il notevole incremento dei consumi, l’elevata diversificazione dei beni in circolazione e la continua formulazione di nuove sostanze chimiche di sintesi, sono i fattori della nostra epoca moderna che si ripercuoteranno sull’ambiente con danni irreparabili.

Credere che sia un problema delle nostre future generazioni e continuare ad essere indifferenti di fronte alla consapevolezza di questo enorme problema è semplicemente inquietante, in quanto è esattamente corrispondente al livello di moralità di ogni singolo individuo.

Oggi, ogni prodotto è inesorabilmente destinato ad arrivare a “fine vita”, e nel quadro della pressione crescente a cui produzione e consumi sottopongono le risorse mondiali e l’ambiente, urge ridefinire un nuovo modello di sviluppo, passando ad un economia lineare, che si affida esclusivamente allo sfruttamento delle risorse, ad un’economia circolare, dove tutto è funzionale all’atro. Quel che normalmente si considerava come “rifiuto” può essere trasformato in una risorsa.

In una simile accezione, il termine rifiuto non esprime alcun giudizio in merito all’effettiva funzionalità del bene (o materiale) e alle relative caratteristiche qualitative, che potrebbero essere ancora adeguate all’uso, ma rappresenta piuttosto la volontà del detentore di disfarsene, volontà che di solito si manifesta molto prima che il bene (o il materiale) abbia raggiunto la condizione di fine vita.

Possiamo quindi assumere che il rifiuto ha un valore, ed il valore è dato dalla capacità di qualcun altro di farne richiesta per alimentare i propri processi produttivi, ad esempio per produrre energia e/o combustibili.

L’impiego di sottoprodotti e/o residui di natura organica quali materie prime alternative alle risorse fossili, può limitare significativamente la domanda di queste ultime e nel contempo consentirebbe la valorizzazione dei rifiuti stessi, aumentando la sostenibilità economica delle attività industriali da cui sono stati prodotti.

Pertanto, gli elementi centrali che devono guidare le organizzazioni pubbliche sono in primo luogo l’adozione di driver legislativi capaci di invertire il paradigma economico, così che le organizzazioni private possano creare nuove economie virtuose, nel rapporto competitivo legato al raggiungimento di obiettivi di sviluppo eco-sostenibili.




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